Verbale redatto da Elena Lavezzi:
Ferrara, 6 Aprile 2008
Quarto incontro
“La Grammatica di Dio, Storie di Solitudine e Allegria” di Stefano Benni
Libro proposto da Giorgio Sacchi
Partecipanti al Circolo presenti:
Francesca Buraschi, Elena Lavezzi, Giulia Pasquali, Costanza Perri, Giorgio Sacchi, Anna Vaccari.
Giorgio apre la discussione dispiacendosi perché gli argomenti trattati nel libro scelto si sono rivelati molto simili se non uguali a quelli proposti nel libro letto nel terzo incontro: “
Tu più di chiunque altro” di Miranda July.
Essendo anche questo un libro di racconti, la discussione si svolge per temi.
Principalmente si nota che la tematica preponderante è quella della solitudine, come recita lo stesso titolo. Ogni personaggio del libro è solo, per un motivo o per un altro. I casi proposti sono tutti emblematici e riflettono la varietà del mondo, dal nonnino a frate Zitto, dalla ragazzina ribelle Alice allo scienziato.
Inoltre tutti i racconti hanno una problematica sociale, come “
Alice”, dove con una metafora alla fiaba di “
Alice nel paese delle meraviglie” si vuole denunciare il mondo della droga, che non è affatto una meraviglia; “
Il Nonnino”, che denuncia la solitudine e l’angoscia di essa, tanto da volersi suicidare (riuscendoci). Questo è anche uno dei racconti più ironici ma l’ironia è sempre grottesca e angosciante e questo rende i racconti più ironici paradossalmente i più tristi.
La discussione verte sul fatto che Benni fa riflettere in modo immediato, senza sforzo e i temi sono trattati in modo leggero ma non leggermente. C’è lo stimolo a pensare, a porsi delle domande, ognuno ha il suo punto di vista; ogni racconto ha più livelli di lettura che si devono scoprire. La verità è nascosta e va trovata.
C’è la necessità di superare il pregiudizio, il tutto va visto da più prospettive, come capita nel racconto “
Un volo tranquillo”, (ironico anche nel titolo) dove come background c’è il solito tema della solitudine, sopra cui si nota la denuncia del pregiudizio nei confronti degli stereotipi: “
vede quella ragazza? Quella dai lineamenti orientali?[…] forse sta creando un esplosivo…” , “Guardi quell’uomo con la barba. Non è italiano. Sta leggendo un giornale arabo…” “E la sua vicina, quella con la faccia scura, vede?[…] Non è una pallottola, quella?”
Anche in “
Sospiro” i temi sono quelli della soltudine e dell’apparenza che inganna: il protagonista non è cattivo come si può pensare, in realtà è l’angelo custode delle case che visita. Soddisfa il suo bisogno di relazionarsi, di famiglia, visitando le case altrui e nutrendosi dell’atmosfera familiare che a lui è mancata. Dalla mancanza di famiglia deriva la sua mancanza di identità.
“
Lezione sotto il mare” è un altro racconto di denuncia sociale, questa volta del fatto che la scuola non prepara gli studenti sulle cose fondamentali.
Ne “
I due pescatori” si trova il tema della morte (dibattito: alla fine il pescatore muore oppure no?), come anche in “
Carmela” dove Benni sembra voler prendere in giro il lettore facendogli credere che la protagonista della storia sia una prostituta che vive in un bordello invece che una gallina che vive in un pollaio. Il tema della morte continua in “
Un volo tranquillo” dove il messaggio dell’autore (attenzione agli stereotipi, ai pregiudizi) è secco come l’incidente aereo stesso.
In “
Una soluzione civile” notiamo che il Duce riconduce molto al personaggio reale di Silvio Berlusconi. Il messaggio del racconto è negativo, parallelamente a quello che succede alla politica italiana.
“
Frate Zitto” è il racconto emblema della mancanza di comunicazione, del pregiudizio determinato dalla mancanza di confronto con gli altri. Come succede a Babele, dove l’incomunicabilità è data dalla diversità delle lingue parlate, allo stesso modo c’è diversità tra il silenzio, modo di comunicare del frate, con la parola, modo di comunicare dei confratelli.
Questo racconto è quello che dà il titolo al libro, ma è rimasto l’interrogativo sul perché sia stato scelto proprio quel racconto, inoltre non si comprende il significato proprio del titolo: “
Grammatica di Dio”. Dopo aver ragionato sull’etimologia della parola “
Grammatica” (dal greco Gràmmata = grammatica) non siamo riusciti a trovare una spiegazione illuminante.
La discussione prosegue con il racconto “
Le lacrime”, che è incentrato sulla metafora dei sogni trascurati, non realizzati, che riempiono il mondo. Le persone danno sempre meno importanza ai propri sogni, che non vengono coltivati, non vengono più considerati e alla fine svaniscono.
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Sono state riscontrate analogie letterarie con i seguenti libri:
- Gianni Rodari, “
Favole al telefono”;
- Mario Lodi, “
Cipì”;
- Ludovico Ariosto, “
Orlando Furioso” per “
Orlando furioso d’amore(L’Orlando Impellicciato)“;
- Lewis Carrol, “
Alice nel paese delle meraviglie” per “
Alice”;
- Italo Calvino, “
Marcovaldo” per il lessico particolare;
- Herman Melville, “
Moby Dick” per “
Lezione sotto il mare”;
- Charles Dickens, “
Canto di Natale” (
A Christmas Carol) per “
Dottor Zero”.
Stile:
- In “
Alice” sono presenti suoni onomatopeici e frasi ricercate:
“Alice cammina tra la gente che fa compere e le buste dondolanti piene di borsescarpe e pesticcia una fanghiglia di neve grigia” (pag. 47) Inoltre il racconto ha una struttura circolare che riflette il circolo vizioso in cui la protagonista è invischiata.
- In “
Pari e Patta” si notano allitterazioni: “
Si guardano, il tortino di tartare di tonno tremulo aspetta.” (pag. 60)
- In “
Il controllore” si notano parole dialettali che danno il nome a personaggi: “
Bah-Gay” (da
Bagài in Bolognese che significa “
coso”) e
"Bah-Gayen" (
Bagaìn che significa “
cosino”) (pag. 149) Questo è ironico perché Benni non ha dato il nome ai personaggi ma li ha denominati “
Coso” e “
Cosino”.
Ci sono inoltre riferimenti espliciti alle Fiabe e alle Favole:
“
Alice”, “
L’orco”, “
La strega”, “
Lezione sotto il mare” (“
Moby Dick”) tutte rivisitate in chiave moderna. Inoltre ci sono animali personificati come in Esopo con “
Carmela” la gallina, le balene; tutti usati sempre come strumento comunicativo e come invito a riflettere.
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Francesca apre la busta contenente i titoli per il successivo incontro, proposti da Cecilia Buraschi.
Il libro oggetto del quinto incontro sarà
“Alta Fedeltà” di Nick Hornby.
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Per chi avesse voglia d ascoltare la versione dello stesso Benni, a
questo link c’è un’intervista dello scrittore che parla della “
Grammatica di Dio”